Tommaso Gherardi Del Testa, scrittore e commediografo (1818-1881)

Tommaso Gherardi Del Testa, scrittore e commediografo (1818-1881)

Commediografo della "sana risata", giornalista e Patriota del Risorgimento
Autopresentazione di Tommaso Gherardi Del Testa 

Salve, giovani menti e spiriti curiosi!  Sono Tommaso Gherardi Del Testa, e mi presento a voi, con la speranza di potervi narrare un frammento della mia vita e delle mie passioni. Nacqui a Terricciòla, in quella ridente Toscana che tanto amavo, nell’anno di grazia 1818. Fui figlio di un cavaliere e ufficiale napoleonico, e sin da fanciullo mi sentii attratto dalle lettere e dal teatro. Sebbene gli studi mi portassero verso la giurisprudenza, e mi laureassi avvocato penalista a Firenze, il mio cuore batteva per la scrittura.

Mi ispirai ai grandi, come il bardo scozzese Walter Scott e il nostro illustre Carlo Goldoni, cercando di infondere nelle mie commedie un’ironia sottile e un legame profondo con la realtà toscana. Tra le mie opere più note, potrei citare Una folle ambizione, che vide la luce nel 1844, e poi Le due sorelle del 1854, e La carità pelosa, che scrissi nel 1879. Ebbi l’onore di ricevere riconoscimenti governativi per ben quattro volte, e la medaglia d’oro come miglior autore drammatico nello Stato Pontificio per Il padiglione delle mortelle.

Ma la mia vita non fu solo dedicata all’arte. Come molti giovani del mio tempo, fui animato da un ardente spirito patriottico. Partecipai attivamente al Risorgimento italiano, e nel 1848, durante la Prima Guerra d’Indipendenza, combattei nella Battaglia di Curtatone e Montanara. Lì fui catturato dagli Austriaci e conobbi la prigionia. Al mio ritorno in patria, non gradendo la restaurazione dei Lorena, mi ritirai spesso nel mia dimora a Terricciòla, osservando con occhio critico i mutamenti del nostro amato paese.

Morii a Pistoia nel 1881, lasciando, spero, un’eredità letteraria che possa ancora oggi far sorridere e riflettere. La mia villa, Villa Gherardi del Testa, costruita nel lontano 1660, è ancora abitata dalla mia famiglia e conserva affreschi e mobili antichi. Se mai vi capitasse di passare da Terricciòla, potreste visitarla e ammirare un pezzo di storia toscana. Spero che questo breve racconto vi abbia incuriosito e che possiate trovare nelle mie opere, e nella storia del nostro Risorgimento, spunti di riflessione e ispirazione!

Biografia
Tommaso Gherardi del Testa, fu una figura di spicco nata a Terricciola nel 1818, noto come commediografo e patriota del Risorgimento italiano.

Tommaso Gherardi Del Testa, nato a Terricciola (Pisa) il 29 agosto 1814, fu un uomo dalle molteplici passioni: poesia, arte e soprattutto teatro, al quale si dedicò fin da giovanissimo.

Nonostante fosse costretto a studiare giurisprudenza all’Università di Pisa, Gherardi Del Testa non perse occasione per assistere a spettacoli teatrali, sviluppando un forte interesse per autori come Walter Scott e Carlo Goldoni, e criticando le produzioni contemporanee che riteneva troppo distanti dal gusto popolare e realistico.

Dopo la laurea in legge nel 1834 e un breve periodo come avvocato a Firenze, il richiamo del teatro divenne irresistibile. Il successo arrivò nel 1844 a Pisa con la sua prima opera, Una folle ambizione. La sua bravura era tale che alcune sue opere umoristiche furono persino attribuite al più famoso G. Giusti

Gherardi Del Testa partecipò anche alla Prima Guerra d’Indipendenza, arruolandosi come volontario e partendo per la Lombardia nel 1848. Ferito e catturato dagli Austriaci a Curtatone, scrisse in prigionia il componimento poetico “Alle donne di Mantova”.

Tornato in patria, riprese la sua attività di commediografo. Gli anni 50 e 60 dell’Ottocento segnarono il culmine della sua carriera. Divenne uno degli autori più richiesti dalle compagnie teatrali e fu nominato socio onorario di numerose accademie filodrammatiche. 

Vinse importanti premi, tra cui la medaglia d’oro nello Stato Pontificio nel 1856 e il concorso drammatico governativo nel 1861 e nel 1863, con opere come Egoismo e buon cuore e Il vero blasone.

La sua vasta produzione drammaturgica si può dividere in due periodi. 

  • Nel primo, fino ai primi anni Cinquanta, le sue opere, in 2 o 3 atti, avevano contenuti leggeri e si concentravano sulle debolezze della borghesia granducale.
  • Nel secondo periodo, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, adottò il modello goldoniano, con testi in 4 o 5 atti, più impegnati socialmente e con intenti pedagogici.

Pur rimanendo nell’ambito della piccola borghesia toscana, le sue commedie nascondevano riflessioni più profonde su temi politici o morali. 

Gherardi Del Testa sperimentò anche la “maschera” (Il brillante), ma fu nelle commedie che dimostrò al meglio il suo talento, contribuendo in modo significativo alla formazione del teatro italiano di metà Ottocento. Come notava F. Martini, il suo dialogo era “sobrio fluido festivo”, paragonabile a quello di Goldoni.

Fu anche un apprezzato giornalista, collaborando con diverse testate a partire dalla metà degli anni Quaranta, come La Settimana illustrata e La Vedetta, dove scriveva con lo pseudonimo di Aldo. Alcune sue commedie furono pubblicate su La Rivista e raccolte in quattro volumi con il titolo Teatro comico.

Morì a Pistoia il 12 ottobre 1881. La sua scomparsa fu ampiamente ricordata da numerosi giornali, tra cui La Vedetta, La Nazione e La Gazzetta di Pistoia, e in diverse cerimonie commemorative..

Opere di Tommaso Gherardi Del Testa

Gherardi del Testa è considerato uno degli ultimi commediografi della “sana risata”, noto per il suo stile ironico e realistico, che riprendeva elementi del teatro goldoniano adattandoli a temi sociali contemporanei. 

Esordì nel 1844 con Una folle ambizione, che riscosse successo di pubblico e critica, seguita da Le false letterate (1846). 

Le sue commedie si caratterizzavano per la vivacità del dialogo, la purezza della lingua toscana e l’umorismo.

 

Tra le opere principali:

  • Le due sorelle (1854), L’egoista e l’uomo di cuore (1860), Il vero blasone (1863) e La vita nuova (1873), tutte premiate con riconoscimenti governativi, segno del loro impatto culturale.
  • Il padiglione delle mortelle (1856), che gli valse la medaglia d’oro come miglior autore drammatico nello Stato Pontificio.
  • La carità pelosa (1879), la sua ultima opera, che concluse una carriera apprezzata per la capacità di coniugare intrattenimento e riflessione sociale.
Contesto e Influenza

Gherardi del Testa fu un autore amato dal pubblico, con opere rappresentate in teatri italiani, come testiomonia il successo de Il vero blasone interpretato da compagnie teatrali dell’epoca. 

La sua partecipazione al Risorgimento e il suo isolamento politico riflettono il clima turbolento dell’Italia dell’Ottocento, mentre la sua produzione letteraria contribuì a rinsanguare il teatro toscano. 

Le sue commedie, come Il sistema di Lucrezia, mostravano una crescente profondità, affrontando temi seri senza perdere la freschezza iniziale. 

Era noto per il suo rifiuto del dramma, preferendo una commedia pura, senza elementi melodrammatici. 

Fu definito “l’ultimo rappresentante della commedia non adulterata“.

LA VILLA GHERARDI DEL TESTA  A TERRICCIOLA

Un elemento interessante è il legame di Tommaso con Villa Gherardi del Testa, costruita nel 1660 dal frate Sebastiano Gherardi, situata all’ingresso di Terricciola.  Qui nacque Tommaso, e la villa, ancora abitata dalla famiglia, conserva affreschi, stucchi e mobili antichi, con una cappella di famiglia circondata da un giardino ottocentesco. È visitabile per ammirarne il patrimonio artistico. 

Bibliografia

Carlo Rossi, Tommaso Gherardi Del Testa, Il suo teatro il suo civismo, CLD libri, 2006

Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 53 (2000)

 

Crediti

Ricostruzione volto a colori di Tommaso Gherardi del Testa con AI generativa: © Marco Citi

Foto Villa Del Testa: archivio fotografico Marco Citi

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