Leonardo Da Vinci, artista scienziato e inventore (1452-1519)

Leonardo Da Vinci, artista scienziato e inventore (1452-1519)

Leonardo da Vinci. Ricostruzione del volto con AI da autoritratto d’epoca.

Leonardo: non solo inventore ed artista ma anche geniale cartografo, ingegnere militare ed idraulico

Leonardo da Vinci (1452-1519) fu un poliedrico genio del Rinascimento italiano, celebre non solo come artista, ma anche come ingegnere militare e idraulico. Tra i suoi progetti più significativi in ambito militare e idraulico, si ricordano:

Rocca della Verruca: Nel 1503, dopo la conquista fiorentina di Pisa, Leonardo fu incaricato di ispezionare e rinforzare la Rocca della Verruca. Le sue visite al castello portarono alla stesura di progetti per il suo ripristino e ammodernamento, in linea con lo sviluppo delle artiglierie dell’epoca. Sebbene non li seguisse in prima persona, i suoi disegni furono interpretati e realizzati da esperti militari come Luca del Caprina e Lorenzo di Monteacuto, e successivamente anche Antonio da Sangallo contribuì ai lavori. La rocca, strategica per il controllo del basso Valdarno, divenne un baluardo inespugnabile.

Progetto di deviazione dell’Arno: Nello stesso periodo, Leonardo fu coinvolto in un ambizioso progetto per deviare il corso dell’Arno, con l’obiettivo di rendere Pisa indifendibile. Sebbene questo piano idraulico non ebbe il successo sperato, le sue ricerche e osservazioni sul territorio portarono alla creazione di una “vista a volo d’uccello della Toscana occidentale”, ora conservata nella Collezione Reale inglese. Questo disegno rappresenta una mappa dettagliata della parte occidentale della Toscana, da Volterra a Pisa e al mare, includendo numerosi castelli delle colline pisane. Sebbene la mappa utilizzasse convenzioni dell’epoca, come le “colline a talpa”, testimonia le sue avanzate capacità di cartografo e la sua profonda comprensione della morfologia del territorio.

Le sue esperienze alla Verruca e i suoi studi idraulici lasciarono un’impronta profonda nel suo immaginario, influenzando anche i paesaggi e gli sfondi di molti dei suoi disegni e dipinti, come la “S. Anna” e la “Gioconda”.

Leonardo ci racconta la Rocca della Verruca

“…Salve! esploratori erranti delle terre di Nemo!

Sono Leonardo da Vinci, e con animo lieto vi conduco oggi alla Rocca della Verruca, sui monti pisani, ove l’occhio spazia a 537 metri sul livello del mare.

Questo sperone roccioso, che per sua foggia a “verruca” somiglia, fu anticamente baluardo di possanza strategica per Pisa, guardiano del Valdarno inferiore e della costiera marina.

Ne’ miei dì, le notizie si recavano per fiamma nella notte, per fumo nel dì, o per colpi d’artiglieria in caso di nebbia fitta, a dar ragguaglio dell’approssimarsi di genti nemiche.

La rocca, di cui si ha memoria sin dall’anno 780, assunse la sua presente forma nel 1200. Ma dopo la vittoria fiorentina del 1503, fu d’uopo rafforzarla, per i gravi danni patiti e per lo ‘nnalzarsi dell’arte dell’artiglieria.

Più volte fui incaricato di recarmi alla Verruca. La prima volta, scrutai il territorio e il corso d’Arno. Indi, fui chiamato per una “Consulenza Militare”, come attestato da una missiva del 25 di giugno del 1503, scritta da Pier Francesco Tosinghi a Pier Soderini. In essa si legge:

“Lionardo da Vinci venne lui et compagni et ti fecemo vedere tutto, al quale ci pare che la Verrucola li sia piaciuta assai, et che l’habbi bene ghustata; et appresso dice, b’aver pensato a farla inexpugnabile”.

In cotesta mia visita, tracciai disegni per il suo rifacimento, i quali, per li miei molti impegni, furono poi realizzati da Luca del Caprina e da Lorenzo di Monteacuto. Anche Antonio da Sangallo, nell’anno 1504, dopo averla ispezionata, inviò trenta scalpellini a compir l’opera. Giancarlo Severini, studioso d’architetture militari, attribuisce a Luca del Caprina la fabbrica di due torrioni rotondi, mentre il bastione a cinque lati, a foggia di cuore, volto verso Pisa, appare, pur nella rozza esecuzione, una successiva fase di lavori di chiara impronta Sangallesca.

Le mie visite a codesto castello, pur fugaci, lasciarono profonda impronta nel mio immaginario, influenzando molti de’ miei disegni e dipinti, dalla Sant’Anna alla Gioconda.

Durante i miei sopralluoghi alla verruca, tracciai una veduta a volo d’uccello della Toscana occidentale, la quale ora risiede nella Reale Collezione inglese. È un disegno che ritrae la parte occidentale della Toscana, da Volterra, laggiù in basso a sinistra, sino a Pisa e al mare. Ivi si scorgono molti castelli pisani: Ponte ad Era e Ponte di Sacco nella pianura fra le acque dell’Arno e dell’Era, Lari, Terricciola, Palaia sui verdi colli.

Spero che questo mio racconto vi abbia offerto uno sguardo sulla storia della Verruca e sul mio contributo alla sua fortificazione.

…Oggi la Rocca è in rovina e abbisogna di nuove cure. Mi auguro sia ristrutturata e resa accessibile a tutti voi, affinchè possiate godere da qui la vasta e bellissima veduta e diventi simbolo di riconquista: non di una città in tempo di guerra, ma dell’identità del vostro territorio!…”

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