Giuseppe Giuli, scienziato universale della Toscana (1778 – 1842)
Medico, botanico, agronomo, mineralologo e accademico
Foto tipo aristotipo di Raffaello Fantacci, 1890.
Ricostruzione con AI di Marco Citi
Preparatevi a conoscere un vero gigante della scienza del XIX secolo, un uomo che ha dimostrato come la curiosità e la passione possano portarti a eccellere in tantissimi campi diversi: Giuseppe Giuli.
Immaginate un “tuttologo” dei nostri giorni, qualcuno che sia esperto di medicina, chimica, ecologia e storia allo stesso tempo.
Bene, Giuli era proprio così! Nato a Lorenzana (Pisa) nel 1764.
Giuli si formò all’Università di Pisa, dove si laureò in medicina nel 1802, ma non si fermò qui: studiò anche botanica, mostrando fin da subito i suoi vasti interessi. Iniziò la sua carriera come medico, praticando per diciotto anni ad Asinalunga (oggi Sinalunga) in Val di Chiana.
La grande svolta arrivò nel 1822, quando fu chiamato a ricoprire una cattedra importantissima all’Università di Siena: quella di Botanica e Storia Naturale. Qui, non solo insegnò, ma diresse anche l’Orto Botanico, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, che sotto la sua guida crebbe fino a contare oltre 3000 piante nel 1850. Non solo, ebbe anche l’incarico di direttore dei Bagni di Montecatini, un luogo chiave per la salute e la ricerca sulle acque.
La sua mente era sempre in fermento, e le sue ricerche furono davvero innovative:
Fu un pioniere nello studio delle acque minerali: scrisse un’opera monumentale in sei volumi intitolata “Storia naturale di tutte l’acque minerali della Toscana, ed uso medico delle medesime”, descrivendo tantissime sorgenti, comprese quelle famose di Pisa come i Bagni di San Giuliano e Casciana. Studiò anche le acque di Montione, Bagni a Morba, Montecatini e S. Filippo.
Nel campo dell’agricoltura, realizzò un lavoro innovativo sulla Val di Chiana, la “Statistica agraria della Val di Chiana”, che puntava a migliorare le tecniche agricole per applicarle altrove.
Autopresentazione di Giuseppe Giuli
Fu fondamentale anche per la geologia e mineralogia italiane: il suo “Progetto d’una carta geognostica ed orictonostica della Toscana” (1833-1835) è considerato un lavoro chiave per lo sviluppo delle mappe geologiche nel nostro Paese..
Non disdegnò la chimica e persino l’elettricità, studiando ad esempio l’influenza delle correnti elettriche nel ristabilire la salute, soprattutto con l’uso dei bagni salini di Montecatini.
Giuli era anche un uomo di relazioni: partecipò attivamente ai Congressi degli Scienziati Italiani, presentando i suoi lavori sui combustibili fossili e sull’elettricità.
Fu socio di numerosissime accademie in Italia e all’estero, tra cui la prestigiosa Accademia dei Fisiocritici di Siena e l’Accademia dei Georgofili di Firenze.
Ricevette medaglie d’oro da Re importanti come Carlo Alberto e Francesco di Napoli, e persino onorificenze dal Papa!
Giuseppe Giuli ci ha lasciato il 25 agosto 1851 a Siena, ma la sua memoria vive ancora. La sua importanza è tale che un botanico, Flaminio Tassi, gli dedicò il nome di un genere di fungo, Giulia! I suoi vastissimi archivi di appunti, lettere e manoscritti, conservati in diverse istituzioni, sono la prova tangibile della sua incredibile dedizione e dell’ampiezza dei suoi interessi scientifici. Un vero modello di scienziato universale!
CREDITI
Fantacci, Raffaello. Prof. Giuseppe Giuli : n. 1778-m. 1851. Siena: Raffaello Fantacci, 1890.
Foto tipo aristotipo ; 102 x 69 mm di Giuseppe Giuli tratta dal sito: https://phaidra.cab.unipd.it/detail/o:1820
Licenza https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it Non modificata.

