Una comunità autentica e ospitale plasmata dai suoi “personaggi illustri”, che dall’alto delle Colline Pisane custodisce tradizioni nascoste ancora vive e storie incredibili tramandate di generazione in generazione, che compongono una sinfonia unica e affascinante.
Immagina di arrivare a Chianni, un borgo toscano che, pur sembrando tranquillo, nasconde una storia millenaria tra le sue colline. È un luogo che ti si svela lentamente, dove ogni pietra e ruscello racconta di un passato modellato da antichi conflitti e da potenti famiglie.
Ma Chianni è molto più delle sue pietre: è un vero paradiso per chi ama la natura! Puoi esplorare fitti boschi e seguire il mormorio di ruscelli che ti conducono a spettacolari cascate, come le famose Cascate del Ghiaccione, dove l’acqua “diaccia” (cioè fredda) compie salti eccezionali.
E non dimenticare le Cascate del Doccino a Rivalto, un altro gioiello naturale.
Sotto la terra, poi, si nasconde un’affascinante tradizione mineraria. Presso l’antica Rocca di Montevaso, ad esempio, si estraevano rame e lignite, testimoniando secoli di sogni e fatiche legati ai “tesori” del sottosuolo.
Chianni è un mosaico affascinante di storia, natura e un passato che ha plasmato non solo il paesaggio, ma anche l’anima della sua gente. L’essenza di questo incontro è catturata magistralmente nelle parole di Michele Quirici, che descrive così il primo impatto con il borgo:
“Quando qualcuno arriva a Chianni percepisce immediatamente che è approdato in un luogo particolare, molto particolare. Un borgo immerso nelle colline pisane e che solo alla prima impressione sembra quasi silente e timido. Consapevole della propria bellezza, è disteso tra la terra e il cielo che cambiano colore con le stagioni e l’umore del creato. La sua storia è solo apparentemente a portata di mano perché quello che si respira è una piccola parte di un libro scritto da migliaia di mani in centinaia di anni.”

Le origini: dall’età dei metalli al medioevo
La storia di Chianni, dalle sue radici preistoriche fino al medioevo, è un racconto affascinante, anche se a volte difficile da ricostruire a causa della scarsità di reperti. Nonostante ciò, possiamo intraprendere un viaggio nel tempo per scoprire come questa comunità si è sviluppata.
Prima dell’Età dei Metalli: Prime Tracce di Presenza Umana
Per i periodi più antichi, le informazioni sono poche, ma alcuni indizi suggeriscono che l’area fosse abitata già nell’Età dei Metalli o anche prima.
Sono state trovate strutture scavate nella roccia a Le Croci di Rivalto e una formazione megalitica naturale al Massetto di Montalone, che alcuni pensano potesse essere un luogo di culto astronomico.
Tuttavia, è importante essere cauti nell’interpretazione di questi reperti, poiché non sono stati trovati in contesti archeologici sicuri.

L’età etrusca: i rilievi di Montevaso risorse minerarie di Volaterrae
Il quadro storico diventa più chiaro a partire dal primo millennio a.C., quando Chianni si trovava al confine nord-occidentale della potente città etrusca di Volterra. Il torrente Fine, ad esempio, segnava il confine con la città di Pisa. Le prime tracce di insediamenti locali risalgono tra la fine del VII e la metà del VI secolo a.C., con frammenti di ceramica rinvenuti in via della Repubblica.
Tra la fine del IV e il III secolo a.C., Chianni entra a pieno titolo nella storia volterrana, poiché Volterra era interessata a sfruttare le ricchezze minerarie della zona, in particolare tra il Monte Vitalba, il Monte Vaso e Miemo.
Lo testimoniano i depositi votivi di Strido, i reperti di Il Termine e l’abbondanza di scorie (residui di lavorazione) trovate al Massetto di Montalone. Accanto all’attività mineraria, si sviluppò anche l’agricoltura e la pastorizia.
La presenza di classi sociali meno agiate, probabilmente insediate da famiglie volterrane, è confermata dai corredi funebri delle tombe di Campo alla Fonte a Montevaso. Un primo insediamento agricolo è probabile nell’area della Pievaccia (o Paternus) già nel II secolo a.C.
La Tomba Ipogea di Montevaso
La tomba di Campo alla Fonte, scoperta casualmente nel 1978 a Montevaso di Chianni, è una camera funeraria sotterranea scavata nella roccia e accessibile tramite un corridoio (dromos) inclinato, realizzato nel 1998.
Rimasta intatta fino al ritrovamento, conteneva cinque sepolture, sia inumate che incinerate, accompagnate dai rispettivi corredi disposti su una banchina lungo le pareti.
Utilizzata dalla fine del III secolo a.C. per circa un secolo, la tomba apparteneva probabilmente a una famiglia di agricoltori e pastori di condizione modesta ma relativamente agiata.

L’età romana: la fattoria fortificata di “Paterno”
L’occupazione etrusca della Pievaccia si concluse bruscamente con la guerra civile tra Silla e Mario. Nei primi decenni del I secolo a.C., gli insediamenti nel Monte Vaso scomparvero.
Sulla cima della collina della Pievaccia fu costruita una fattoria fortificata, nota come “Paternus”, probabilmente di proprietà di un soldato-colono romano. Questa struttura dominò la zona, sostituendo il precedente insediamento etrusco. La fattoria, sebbene danneggiata nel tempo, ha rivelato reperti databili tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C., legati alla produzione di olio e vino.
Una crisi generale del popolamento rurale portò alla quasi totale scomparsa degli insediamenti nella zona nei primi anni del III secolo d.C. Le poche tracce della Pievaccia non sembrano andare oltre il IV secolo d.C., segnando un lungo periodo di oblio.

Dal Tardoantico alla nascita dei castelli
I secoli VI-VIII d.C. a Chianni mostrano scarse tracce materiali, ma toponimi come Monte Vaso (dal germanico Wesen), Sterza e Cafaggio suggeriscono una presenza longobarda, concentrata nella parte bassa del comune, forse come proprietà di Curtes. Tra l’VIII e il IX secolo d.C. si sviluppa l’organizzazione delle chiese locali, come La Pieve di Rivalto e San Giovanni a Paterno, quest’ultima fortificata su resti romani.L’incastellamento inizia forse dal X secolo d.C. con la fioritura di strutture fortificate. Tra i castelli attestati:
- Il Castello del Montevaso, eretto dal conte Uguccione I prima del 1091 (la “corte di Monte-Vaso” già menzionata nel 780).
- Il Castello di Chianni, citato il 26 maggio 1086 con la Chiesa di San Michele Arcangelo, la più antica del centro abitato.
- La Rocca di San Biagio e il Castello di Rivalto completavano la rete difensiva.
Queste strutture erano controllate dai conti Cadolingi, il cui dominio terminò nel 1113.

Chianni: Itinerari Paesaggistici e Naturalistici
I diversi itinerari e luoghi di interesse naturalistico nel comune di Chianni e nella frazione di Rivalto, in gran parte sono legati alle risorse idriche e alla conformazione collinare e boscosa del territorio.
1. Il Sentiero dei Mulini e la Fonte della Pescaia (Chianni)
Questo è uno straordinario itinerario situato nelle immediate vicinanze del centro storico di Chianni.
- Punti di Interesse: Il percorso include la Fonte della Pescaia e i mulini idraulici.
- La Fonte della Pescaia: Fino alla metà del XX secolo, questa fonte consentiva l’approvvigionamento idrico proveniente dai “monti sopra Chianni”. Nelle sue vicinanze si trovavano i lavatoi utilizzati dalle donne per fare il bucato.
- I Mulini: A breve distanza dalla fonte si trovano i resti di diversi frantoi e mulini idraulici. Sebbene di questi solo quattro restino “più o meno visibili”, essi offrono “un’idea piuttosto chiara sullo loro struttura e sul loro funzionamento”. In quest’area fu anche realizzato un grandioso frantoio a pianta quadrangolare all’inizio del Novecento e i conti Rasponi Spinelli (subentrati ai Riccardi) costruirono due mulini idraulici a monte dei piccoli mulini già esistenti.
2. I Poggi e la Rocca di San Biagio (Rivalto)
L’area collinare sopra Rivalto, nota come I Poggi, offre percorsi naturalistici e resti storici.
- Rocca di San Biagio: Percorrendo gli itinerari naturalistici de I Poggi, è possibile visitare le rovine dell’antico Oratorio e della Rocca dedicata a San Biagio. Questo poggio si trovava tra il Rio Maggiore e il Torrente La Fine.
3. Le cascate del “Ghiaccione”
- Le Cascate del Ghiaccione sono attualmente le acque più celebri del territorio del Comune di Chianni. Il nome stesso si riferisce all’acqua “diaccia” (ghiaccia), ovvero fredda o ghiacciata.
Ubicazione: Si trovano sulla strada che conduce dal capoluogo (Chianni) a Castellina Marittima.
Accesso:Per raggiungerle, è necessario attraversare i ponticelli sul fiume La Torre e sul torrente Carbonaja, per poi percorrere un piccolo sentiero.
Descrizione e Caratteristiche: L’acqua “diaccia” compie salti eccezionali. È possibile ammirare uno spettacolo maestoso che include tre cascatelle.
Rilevanza Storica: Il sito è attestato storicamente. È una delle prime menzioni idriche che appare come Acqua solforosa del Diaccione. Questa acqua era già nota nel 1874 ed era descritta come distante quattro chilometri da Chianni.
Contesto Geografico:Le sorgenti si trovano nel settore dove il torrente Carbonaja scorre verso il Monte Vaso.
L’ambiente: Le acque rumoreggianti e i tesori della terra
Fin dalle origini, l’area di Chianni è stata caratterizzata da torrenti e corsi d’acqua rumoreggianti. Il nome stesso della località, Chianni, secondo la ricerca linguistica più attuale, deriverebbe da radici di incerta origine linguistica [*Kl – *An] connesse alle acque rumoreggianti che scorrono da colli e monti. Nel 1840, Ranieri Travesi descrisse che le acque della comunità erano eccellenti e piuttosto abbondanti, provenienti da polle perenni.
Il territorio di Chianni, in particolare Montevaso, è un vero e proprio scrigno di storia mineraria. Già gli Etruschi, abili conoscitori del sottosuolo, estraevano metalli preziosi. Le miniere di rame di Montevaso, la cui attività è documentata fin dall’Ottocento, suscitarono grande interesse e furono apprezzate per la loro alta qualità da esperti come Paolo Savi.
Ma non è tutto: il sottosuolo di Chianni è anche ricco di lignite, un combustibile fossile segnalato già nel 1768. E proprio legata alla lignite, Savi fece un’interessante scoperta nel 1839: la Branchite, un minerale piuttosto raro. Non mancano poi altre risorse come l’allume e il manganese. Con il tempo, l’estrazione di rame e lignite diminuì, e i tentativi di trovare altri materiali come talco e steatite non ebbero successo.
Oggi, il territorio continua a riservare sorprese: a Botro di Lavaiano si possono ammirare legni silicizzati, testimonianze di antiche foreste, e a Rivalto si trova una cava di pietre dure, che aggiunge un ulteriore tassello alla ricchezza geologica di questa affascinante area 
Il borgo di Chianni
La Prima Attestazione del Castello
La prima menzione documentata del Castello di Chianni risale al 26 maggio 1086. Un atto, conservato presso l’Arcivescovado di Pisa, riporta la dicitura: “actum suprascripto loco et finibus Clani prope ipso Castello” (fatto nel suddetto luogo e nei confini di Chianni presso lo stesso Castello).
Il Contesto dell’Incastellamento (X-XII Secolo)
La nascita del castello si inserisce nel fenomeno complesso dell’incastellamento, che vide il fiorire di numerose strutture fortificate nell’area forse a partire dal X secolo d.C.. La fioritura di queste strutture, inclusa la Rocca di San Biagio, il Castello di Rivalto, il Castello di Chianni e il Castello del Montevaso, evidenziava un controllo capillare del territorio. Questi castelli erano detenuti dalla potente famiglia dei conti Cadolingi, il cui dominio sulla zona tra Casciana Terme e la Val di Cecina si estinse con la morte dell’ultimo erede, Ugolino III, nel 1113. L’interesse dei Cadolingi era forse legato anche allo sfruttamento delle risorse minerarie dell’alta Val d’Era.
Contese Territoriali e Giurisdizionali
Dopo la fine del potere dei Cadolingi, si scatenò una “corsa ad accaparrarsi le migliori posizioni” tra il Vescovo di Volterra e l’Arcivescovo di Pisa, a cui subentrò presto la Repubblica pisana. Il Castello di Chianni fu oggetto di queste dispute:
- 1186: L’imperatore Enrico VI, Re dei Romani, confermò al vescovo di Volterra Ildebrando de’ Pannocchieschi e alla Chiesa volterrana il possesso di Chianni, insieme ad altri possedimenti.
- 1192: Solo sei anni dopo, lo stesso Enrico VI pose la Repubblica Pisana in possesso di alcuni luoghi, tra cui il Castello di Chianni.
- 1209 e 1220: Il Castello di Chianni fu espressamente menzionato e confermato come possedimento della Repubblica di Pisa nei diplomi imperiali di Ottone IV e Federico II.
- 1285: Il vescovo di Volterra Ranieri implorò la Repubblica Fiorentina di tenere il Castello di Chianni “guardato e custodito contro i pisani”. Firenze aderì, e nel 1288 il Comune di Chianni, rappresentato dai sindaci Monno di Diotisalvi e Galgano di Aldino, prestò giuramento di fedeltà alla lega con il vescovo di Volterra, contribuendo con 80 uomini.
- 1289: Nonostante l’intervento fiorentino, il castello fu occupato dalla gente del conte Guido da Montefeltro, podestà di Pisa.
1354/1356: Le dispute continuarono. L’imperatore Carlo IV confermò i privilegi alla Repubblica Pisana, includendo il Castello di Chianni. Tuttavia, poco dopo, lo stesso Carlo IV confermò il possesso di Chianni anche ai vescovi di Volterra, dimostrando che questi ultimi cercavano di mantenere vive le loro pretese.
Conquista, Smantellamento e Sviluppo del Borgo
A seguito delle azioni militari condotte dai Pisani in Valdera tra il 1183, il 1184 (anno in cui i Pisani “fecero giustizie e vendette per tutta la Val d’Era”) e i primi anni del Duecento, si ipotizza che il Castello di Chianni sia stato conquistato e smantellato. Le poche tracce ancora presenti del castello non indicano che il mastio sorgesse dove si trova l’attuale chiesa di San Donato. Dopo lo smantellamento, l’abitato di Chianni si sviluppò in borghi extra-castellari lungo l’attuale via Marconi, citati come: “borgo di sotto“, “borgo di mezzo“,“borgo alto“.
Il Castello dopo la conquista fiorentina
Nonostante le rivendicazioni volterrane, il dominio temporale di Chianni spettava al contado pisano. La Repubblica Fiorentina pose fine alle dispute sottomettendo il contado pisano: il Castello di Chianni fu ricevuto a nome della Repubblica Fiorentina il 6 marzo 1405 e la formale sottomissione avvenne il 25 luglio 1406. Nel XV secolo (1496), i Pisani ripresero brevemente il Castello ai Fiorentini, ma esso tornò in potere di Firenze nello stesso anno.
La Memoria del Castello nello Stemma Comunale
L’antico carattere medievale del borgo e del suo castello è simboleggiato nello stemma comunale di Chianni, che raffigura una fascia di merli rossi a rappresentare l’antico carattere medievale dei borghi di Chianni e Rivalto con i relativi castelli.

Il borgo di Rivalto
Se Chianni svolge lo sguardo verso Volterra, il vicino borgo di Rivalto domina la Val di Cascina, la Valdera e le colline pisane fino ai Monti Pisani. Il Castello di Rivalto era una delle fortificazioni nate in quel periodo, forse già a partire dal X secolo d.C.. Si trovava in una posizione cruciale, tra il torrente Rio Maggiore e il torrente Fine.
Rivalto faceva parte di una rete di strutture castellane (come la Rocca di San Biagio e il Castello di Chianni) che garantivano un controllo capillare del territorio. Questa rete era detenuta dalla potente famiglia dei conti Cadolingi, il cui dominio cessò con l’estinzione della famiglia nel 1113. L’area di Rivalto si trovava sull’estremo confine tra il contado pisano e quello volterrano, il che causò serie controversie giurisdizionali tra i vescovi delle due città fin dal 1128. Nel 1147 la Rocca di San Biagio, posta nelle alture sopra Rivalto fu donata al vescovo di Volterra.
Il Tardo Medioevo e il Rinascimento sono segnati dalla figura del Beato Giordano da Rivalto, nato intorno al 1260 e morto nel 1311. Prima del 1356, l’antica chiesa plebana di Rivalto fu unita all’oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano. Dopo la conquista fiorentina, nel 1515 il Comune di Rivalto ottenne i suoi Statuti. A metà del XVI secolo fu istituita la Confraternita della Ss. Annunziata a Chianni e l’Oratorio della Compagnia del Corpo di Cristo e del SS. Sacramento a Rivalto. Alla fine del XVI secolo, la famiglia patrizia fiorentina dei Mazzinghi diede un pievano a Rivalto.
Nel 1629, il Granduca Ferdinando II de’ Medici assegnò il Marchesato di Chianni, Montevaso e Mele alla famiglia fiorentina dei Riccardi. Nel 1644 Rivalto fu aggiunto al Marchesato. Il marchesato terminò nel 1776 e Rivalto passò sotto la Podesteria di Rosignano e la Cancelleria di Lari. Nel 1787 la Pieve Vecchia fu profanata e venduta. L’immagine della Vergine del Carmine fu trasferita dal Santuario di Poggiopiano alla chiesa parrocchiale di Rivalto nel 1788 a seguito di un decreto leopoldino.

Chianni: chiese del borgo
Nel cuore del centro storico di Chianni , ove un tempo era il Castello si trovano due edifici religiosi contigui ricchi di opere d’arte che probabilmente sorgono nell’area della vecchia chiesa dedicata a San Michele Arcangelo nel XI secolo.
Chiesa di San Donato
È l’attuale Pieve di Chianni, situata nel punto più elevato del paese. Ha il titolo congiunto di San Giovanni (che era l’antica pieve battesimale distrutta). La notizia più antica che la riguarda risale all’8 maggio 1275. La pieve fu rifabbricata nel 1810. L’edificio è elevato su un alto basamento, accessibile tramite gradini. Originariamente ad ala unica con pianta a croce latina, fu modificata in modo considerevole nel 1812, ampliando la chiesa preesistente e ricavando l’abside in una torre del castello. Il portale ligneo risale al 1821. La torre campanaria è quadrata e addossata al lato orientale.
La Cappella della S.S. Annunziata
Situata sotto la Chiesa di S. Donato, fu probabilmente costruita nei primi anni del XVIII secolo durante i lavori di ampliamento della parrocchiale. Era la sede della Confraternita della Ss. Annunziata, istituita nella seconda metà del XVI secolo e soppressa verso la fine del XVIII secolo







